Il Liceo delle Scienze Umane incontra l’esperienza “Panatè”

Venerdì 24 aprile le classi 5B e 4C del Liceo delle Scienze Umane si sono recate presso la Casa circondariale di Cuneo, dove ...

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Venerdì 24 aprile le classi 5B e 4C del Liceo delle Scienze Umane si sono recate presso la Casa circondariale di Cuneo, dove hanno avuto la possibilità di incontrare alcuni detenuti e svolgere con loro un’attività presso il laboratorio di panificazione “Panaté”, as sociazione che offre una possibilità di riscatto attraverso il lavoro a chi sta in carcere.

Da questa intensa esperienza hanno tratto alcune riflessioni che condividiamo.

Un ringraziamento particolare va all’educatore Emanuel Toti, responsabile dell’impatto sociale di “Panaté”, che ha guidato le allieve nella visita.

“Le persone comuni entrando in carcere si aspettano di provare un senso di angoscia schiacciante e una profonda perdita di speranza. Le attività promosse da Panaté, però, dimostrano l’interesse delle istituzioni per la rieducazione e la reintegrazione dei carcerati nella società come stabilito dall’articolo 27 della Costituzione. Nel laboratorio i detenuti si sono dimostrati estremamente cordiali e disponibili.

Anche nella seconda parte della mattinata abbiamo “saziato” la nostra curiosità ponendo delle domande al responsabile della sezione rieducativa. Abbiamo compreso quanto sia essenziale insegnare delle abilità spendibili alla fine della pena per il reinserimento sociale e fornire un supporto al detenuto sia dentro sia fuori la struttura. Tale rete di supporto aiuta, infatti, ad evitare recidive e depressione, che potrebbero essere causate dalla difficoltà di trovare una casa e un lavoro”

“Noi riteniamo questa esperienza come un grande insegnamento di vita, in quanto i ragazzi con i quali abbiamo interagito si sono mostrati fin da subito molto accoglienti e aperti al dialogo, orgogliosi di mostrare il loro contributo all’interno di “Panaté”. Inoltre, molto significativa è stata la loro forza di volontà nel mettersi in gioco e il loro desiderio di riscatto.

Siamo grati di aver trascorso del tempo.

Grazie!”