Nella mattina di mercoledì 14 gennaio si è tenuta, presso l’Aula Magna “P. Borsellino” dell’Istituto Alberghiero di Mondovì Piazza, l’edizione annuale del progetto “ARBor”, organizzata dalla Prof.ssa Manuela Calvi e dal Prof. Stefano Casarino in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino.
L’evento consiste – come gli scorsi anni visto che siamo alla terza edizione consecutiva – in due interventi, della durata complessiva di quattro ore, tenuti, rispettivamente, dai Proff. Anna Maria Taragna e Luigi Silvano, docente, la prima di Filologia, Storia e Letteratura bizantina e di Filologia, Storia e Letteratura Antiche, il secondo.
Quest’anno hanno partecipato l’intero Indirizzo Classico, dalla prima alla quinta classe, e alcune classi dell’Indirizzo Linguistico: il progetto, che si propone di fondere nel fertile e vitale termine ARBor i mondi dell’antichità greca, romana e bizantina, (Atene, Roma, Bisanzio) ha riscosso nuovamente grande successo da parte sia degli studenti che degli insegnanti coinvolti.
Come ha evidenziato il Preside, Prof. Bruno Gabetti, nel suo intervento introduttivo, questo è un momento davvero prezioso, potremmo dire di “osmosi”, tra mondo della ricerca accademica e mondo della didattica liceale.
Ciò grazie a uno spirito di profonda stima, apertura e collaborazione tra i docenti di UniTo e i nostri docenti del Liceo Vasco-Beccaria-Govone, che persiste ormai da anni e promette di rinnovarsi ancora nel 2027.
Il cuore del convegno – in questa occasione incentrato sul concetto di epica e morale eroica nell’epoca bizantina (Prof.sa Taragna) e sull’ epigrafia e l’ epigramma (dProf. Silvano) – consiste nell’offrire a tutti i convenuti una vivace ed articolata trattazione su aspetti che a scuola non si possono analizzare, ma che rivestono notevole interesse ed importanza: trattazione condotta con rigore scientifico ma, anche e soprattutto, con efficaci modalità espositive, che hanno pienamente realizzato l’obiettivo della “nobile divulgazione” – come rimarcato nel suo breve intervento al Prof. Casarino – che sia Liceo che Università, sia pure in ambiti e con finalità diverse, non possono non curare.
Ed è particolarmente significativa l’importanza che questa iniziativa culturale riveste per avvicinare anche i “più piccoli” allo “stile” dell’Università e per far cogliere loro quanto il Liceo che stanno frequentando li introduca, sin da subito, a ciò.
Esperienza, dunque, preziosa, che non è affatto scontata quando si frequentano le Superiori, e che è motivo d’orgoglio e di gratificazione per il nostro Liceo.
Tommaso Borsarelli, 4 A Classico


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